Diario di un Prigioniero di Guerra Italiano 2

At War…

20-5-41 . . . Ieri sera arrivammo al fronte. Ci hanno messo gli uni sopra agli altri in un camion, senza acqua, e così viaggiammo per ore ed ore. Che caldo e che sete. Il vento soffiava a più non posso e la sabbia penetrava dapertutto, in bocca, nelle orecchie, nel naso, sotto la camicia ed i calzoni, sabbia, sabbia e niente acqua. Tutto era disorganizzato, ordini e contrordini, non si sapeva mai dove sì era e dove si andava.

Più ci avvicinavamo al fronte e più si vedevano camions di feriti andare agli ospedali nelle retrolinee. Quanta miseria, che depressione. Finalmente arrivammo in un posto dove vi erano altre migliaia di soldati accampati alla bene e meglio e ci dettero l’ordine di smontare e di sistemarci come potevamo. Fui fortunato di trovare due paesani che erano già là da qualche piorno e ripresi un pò di coraggio, mi accompagnarono a mangiare qualche cosa e mi raccontarono le ultime notizie che correvano con grande segretezza di bocca in bocca. Abbassando la voce e dopo essersi ben guardati intorno che nessuno potesse sentire mi dissero che molti italiani si davano prigionieri, le condizioni erano sempre più brutte, acqua non ve ne era, mangiare poco e male armati, il morale diventava sempre più basso e anche quelli che erano venuti con grande spirito cominciavano ad essere stanchi. Domani mattina probabilmente andremo a prendere posizione sulla linea di fuoco, vedremo, è meglio levarsi il pensiero piuttosto che rimanere in questa incertezza. Non so cosa fare con questo diario.  Se me lo trovano che cosa farò? Son capaci di fucilarmi. E’ meglio che non ci penso, mi sembra di diventare matto. Tanto soffrire perchè. Se almeno ci fosse una ragione lo sopporterei meglio, bisogna che proprio mi forzo a non pensare, bisogna che penso a qualche altra cosa, a mia moglie, alla mia famiglia, alla mia casa, a qualsiasi cosa, basta che non penso perchè mi trovo qui.

25-5-41 . . . Mentre scrivo queste parole mi trema la mano, per la rabbia, per la paura e per la debolezza. Ieri sera per la prima volta vidi esseri umani, i cosidetti uomini civilizzati ammazzarsi uno con I l’altro. Che disastro, che impressione vedere gli uomini diventare bestie, vedere gli istinti più bassi sovrapporsi a quelli migliori. Di venta una questione di uccidere od essere ucciso in poche parole meglio luì che io, in quei momenti non si ha tempo di pensare, è solo più tardi che si pensa ed è interessante vedere che anche quelli che prima non si erano mai domandati perchè erano venuti a combattere, ma avevano seguito con cieca fiducia gli ordini dei loro superiori, adesso cominciano a pensare. Vedono il sangue che bagna la sabbia, vedono i corpi immobili con la faccia distorta nella sofferenza prima della morte, è lo stesso sangue, sono gli stessi corpi, amici e nemici . . . Perchè nemici? Sono lavoratori del mondo, siamo tutti fratelli lavoratori del mondo, è il nostro sangue che bagna le sabbie del deserto. Che manicomio! Sono i nostri ufficiali diventati matti? Ieri sera alle ore 8.50 i tanks inglesi avanzavano contro le nostre posizioni. Alle ore 9 precise, armati con un pugnale fra i denti ed una bottiglia di benzina in mano ci ordinarono di andare all’assalto contro i tanks. Miracoli in questa parte del mondo non ne succedono, che macello. Ci mitragliavano e ci uccidevano come mosche, vedevo i miei compagni cadere una dopo l’altro, ancora non so come mi sono potuto salvare, si vede che non era destinato che dovessi morire, ricordo soltanto che ad un certo momento quei pochi di noi che ancora rimanevano, si ritirarono in gran fuga. Che manicomio davvero! Durante la Guerra d’Abissìnia molti ridevano quando leggevano sui giornali che gli Abissini attaccavano i nostri tanks armati di pugnali, ed ora noi ripetiamo esattàmente la stessa operazione. Dov’è il più formidabile esercito del mondo? Otto milioni dì baionette che conquisteranno il mondo sotto la guida del Duce. Quante volte ho sentito queste parole, e ieri sera mi ritornavano in mente e le maledicevo, ci voglio no altro che baionette per conquistare il mondo! E’ proprio un’ironia che armati di baionette ci mandano al macello. Per il momento siamo noi che soffriamo, ma verrà il giorno in cui il duce e tutta la sua squadra di criminali se ne pentirà e pagherà.

c. September 1941 Libya TOBRUK. A PATROL OF MATILDA INFANTRY TANKS MK II WITH ONE LIGHT TANK MK 6B. THESE HAVE ALREADY DONE MUCH VALUABLE WORK IN THE DESERT. (AWM Image 009952)

2 thoughts on “Diario di un Prigioniero di Guerra Italiano 2

  1. priscoinichiellogmailcom

    From all the footprints of Italian prisoners of war articles, that have reached my inbox, these notes diarised 20 & 25th. May 1941 have reduced me to tears. There is so much emotion and truth described in the devastation so clearly written, about the inhuman way soldiers on either side are unfairly turned against each other by governments and forced to kill each other. Those so called leaders obviously did not have the capacity to think with any intelligence. If the human race is the most intelligent on earth and it is to survive, amongst other things, there has to be a better way to settle an argument, than WAR.

    On Friday, 20 August 2021, Footprints of Italian Prisoners of War

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